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Museo diocesano – Exultiamo! Nuovo splendore per le Pergamene di Velletri

Sabato 4 novembre, ore 16.00 – consegna e presentazione dei lavori di restauro delle opere con il contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

I manufatti sono quattro elementi facenti parte dell’Exultet della Scuola di Montecassino (XII secolo), raffiguranti: il Cristo benedicente, la Crocifissione, la Discesa al limbo, la Chiesa Trionfante. A questi va ad aggiungersi la Pergamena della Passione, Scuola inglese (fine secolo XIII).

A cura della dott.ssa Serena Dominijanni

del Laboratorio LIBRARTI – Restauro e Legatoria artistica di Roma

Museo diocesano di Velletri – Corso della Repubblica 347

Ingresso libero Informazioni: 339.345.41.86 | museo@diocesi.velletri-segni.it

 

Avviso urgente per i fedeli della città di Velletri – Ss. Messa per i Fedeli Defunti

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Viste le previsioni metereologiche avverse

Si avvisano  che la Ss. Messa per i Fedeli Defunti

che si doveva celebrare domani 1° Novembre

presso il Cimitero

per ovvie ragioni si celebrerà

nella Parrocchia Regina Pacis  alle 15,30

presso Il Pigneto  (Frati Azzurri)

Via di Cori 18

Novembre 2023 – n. 208

In copertina:
San Clemente Giovanni Hajnal (1954),
mosaico, Cattedrale di San Clemente in Velletri

 

Copia digitale disponibile nella sezione allegati

23 novembre San Clemente I P.M. – Festa del Santo Patrono della città di Velletri e della Diocesi

20-21-22 NOVEMBRE
Triduo di preparazione  Ore 17.00: Vespri solenni Ore 17.30: Santa Messa
 23 NOVEMBRE
Ore 7.30 – 9.00 – 12.00: Sante Messe
Ore 10.00: S. Messa Pontificale presieduta da S.E. Rev. Mons. Russo Stefano
Ore 17.30: S. Messa Pontificale presieduta da S. Em. Rev. Card. Francis Arinze
** Sabato 19 NOVEMBRE ore 15.30: Festa di San Clemente con il gruppo giovani, i ragazzi della catechesi e gli scout
** Sabato 25 NOVEMBRE ore 18.30: concerto d’organo del maestro Federico Vallini, titolare della Cattedra di organo al Conservatorio di Firenze. Organista della Basilica Santa Maria degli Angeli in Roma.
** Sabato 2 DICEMBRE: visita presso la Basilica San Clemente in Roma. Guida il percorso il prof. Lorenzo Cappelletti, docente di storia della Chiesa presso l’Istituto Teologico Leoniano di Anagni. Partenza ore 14.30; ritorno intorno alle ore 19.30. Prenotarsi in ufficio parrocchiale entro venerdì 24 novembre.

Sabato 28 ottobre: ARTLAB al Museo diocesano – LABORATORI CREATIVI PER BAMBINI 6-10 ANNI

Sono aperte le iscrizioni per ARTLAB – visite guidate e laboratori creativi con tante attività divertenti per i piccoli, ma anche per i grandi. Vi aspettiamo!

Info e Prenotazioni entro venerdì 27 ottobre:
339 345 41 86 | museo@diocesi.velletri-segni.it

Museo diocesano: San Francesco nell’arte | visite guidate

San Francesco nell’arte a Velletri
Un invito alla scoperta, attraverso le ricorrenze del Calendario liturgico, di figure e vite di Santi, di storie di fede e devozione popolare nelle opere della collezione del museo, contestualizzate nella storia della Città di Velletri.
Nel mese di ottobre, per la ricorrenza di San Francesco d’Assisi,  i volontari del museo vi presentano: la tela del  Perdono d’Assisi di Francesco da Castello, lo Stendardo processionale di San Francesco di Giuseppe Della Valle e il Paliotto di Belli Gioacchino.
Visite guidate tematiche: due appuntamenti di Domenica, 22 e 29 ottobre alle 11.00 e alle 17.00; contributo partecipazione 2,00 euro.
L’evento è indirizzato a tutti coloro che vogliono sapere di più sulla storia della collezione del museo e della città, con l’obiettivo di valorizzare le opere, sottolineando il motivo della scelta in un dato periodo e rendendo la visita guidata leggera e breve (durata circa 20 minuti).
Prenotazione obbligatoria: 339 345 41 86 | museo@diocesi.velletri-segni.it

22 ottobre 2023 – Giornata Missionaria Mondiale 2023: Messaggio del Santo Padre Francesco

Messaggio del Santo Padre Francesco

 

per la 97ma Giornata Missionaria Mondiale 2023

 

22 ottobre 2023

 

Cuori ardenti, piedi in cammino (cfr Lc 24,13-35)

 

 

Cari fratelli e sorelle!

Per la Giornata Missionaria Mondiale di quest’anno ho scelto un tema che prende spunto dal racconto dei discepoli di Emmaus, nel Vangelo di Luca (cfr 24,13-35): «Cuori ardenti, piedi in cammino». Quei due discepoli erano confusi e delusi, ma l’incontro con Cristo nella Parola e nel Pane spezzato accese in loro l’entusiasmo per rimettersi in cammino verso Gerusalemme e annunciare che il Signore era veramente risorto. Nel racconto evangelico, cogliamo la trasformazione dei discepoli da alcune immagini suggestive: cuori ardenti per le Scritture spiegate da Gesù, occhi aperti nel riconoscerlo e, come culmine, piedi in cammino. Meditando su questi tre aspetti, che delineano l’itinerario dei discepoli missionari, possiamo rinnovare il nostro zelo per l’evangelizzazione nel mondo odierno.

  1. Cuori ardenti «quando ci spiegava le Scritture». La Parola di Dio illumina e trasforma il cuore nella missione.

Sulla via da Gerusalemme a Emmaus, i cuori dei due discepoli erano tristi – come traspariva dai loro volti – a causa della morte di Gesù, nel quale avevano creduto (cfr v. 17). Di fronte al fallimento del Maestro crocifisso, la loro speranza che fosse Lui il Messia è crollata (cfr v. 21).

Ed ecco, «mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro» (v. 15). Come all’inizio della vocazione dei discepoli, anche ora nel momento del loro smarrimento, il Signore prende l’iniziativa di avvicinarsi ai suoi e camminare al loro fianco. Nella sua grande misericordia, Egli non si stanca mai di stare con noi, malgrado i nostri difetti, i dubbi, le debolezze, nonostante la tristezza e il pessimismo ci inducano a diventare «stolti e lenti di cuore» (v. 25), gente di poca fede.

Oggi come allora, il Signore risorto è vicino ai suoi discepoli missionari e cammina accanto a loro, specialmente quando si sentono smarriti, scoraggiati, impauriti di fronte al mistero dell’iniquità che li circonda e li vuole soffocare. Perciò, «non lasciamoci rubare la speranza!» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 86). Il Signore è più grande dei nostri problemi, soprattutto quando li incontriamo nell’annunciare il Vangelo al mondo, perché questa missione, in fin dei conti, è sua e noi siamo semplicemente i suoi umili collaboratori, “servi inutili” (cfr Lc 17,10).

Esprimo la mia vicinanza in Cristo a tutti i missionari e le missionarie nel mondo, in particolare a coloro che attraversano un momento difficile: il Signore risorto, carissimi, è sempre con voi e vede la vostra generosità e i vostri sacrifici per la missione di evangelizzazione in luoghi lontani. Non tutti i giorni della vita sono pieni di sole, ma ricordiamoci sempre delle parole del Signore Gesù ai suoi amici prima della passione: «Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33).

Dopo aver ascoltato i due discepoli sulla strada per Emmaus, Gesù risorto «cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (Lc 24,27). E i cuori dei discepoli si riscaldarono, come alla fine si confideranno l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?» (v. 32). Gesù infatti è la Parola vivente, che sola può far ardere, illuminare e trasformare il cuore.

Così comprendiamo meglio l’affermazione di San Girolamo: «Ignorare le Scritture è ignorare Cristo» (In Is., Prologo). «Senza il Signore che ci introduce è impossibile comprendere in profondità la Sacra Scrittura, ma è altrettanto vero il contrario: senza la Sacra Scrittura restano indecifrabili gli eventi della missione di Gesù e della sua Chiesa nel mondo» (Lett. ap. M.P. Aperuit illis, 1). Perciò, la conoscenza della Scrittura è importante per la vita del cristiano, e ancora di più per l’annuncio di Cristo e del suo Vangelo. Altrimenti, che cosa si trasmette agli altri se non le proprie idee e i propri progetti? E un cuore freddo, potrà mai far ardere quello degli altri?

Lasciamoci dunque sempre accompagnare dal Signore risorto che ci spiega il senso delle Scritture. Lasciamo che Egli faccia ardere il nostro cuore, ci illumini e ci trasformi, affinché possiamo annunciare al mondo il suo mistero di salvezza con la potenza e la sapienza che vengono dal suo Spirito.

  1. Occhi che «si aprirono e lo riconobbero» nello spezzare il pane. Gesù nell’Eucaristia è culmine e fonte della missione.

I cuori ardenti per la Parola di Dio spinsero i discepoli di Emmaus a chiedere al misterioso Viandante di restare con loro sul far della sera. E, intorno alla mensa, i loro occhi si aprirono e lo riconobbero quando Lui spezzò il pane. L’elemento decisivo che apre gli occhi dei discepoli è la sequenza delle azioni compiute da Gesù: prendere il pane, benedirlo, spezzarlo e darlo a loro. Sono gesti ordinari di un capofamiglia ebreo, ma, compiuti da Gesù Cristo con la grazia dello Spirito Santo, rinnovano per i due commensali il segno della moltiplicazione dei pani e soprattutto quello dell’Eucaristia, sacramento del Sacrificio della croce. Ma proprio nel momento in cui riconoscono Gesù in Colui-che-spezza-il-pane, «egli sparì dalla loro vista» (Lc 24,31). Questo fatto fa capire una realtà essenziale della nostra fede: Cristo che spezza il pane diventa ora il Pane spezzato, condiviso con i discepoli e quindi consumato da loro. È diventato invisibile, perché è entrato ora dentro i cuori dei discepoli per farli ardere ancora di più, spingendoli a riprendere il cammino senza indugio per comunicare a tutti l’esperienza unica dell’incontro con il Risorto! Così Cristo risorto è Colui-che-spezza-il-pane e al contempo è il Pane-spezzato-per-noi. E dunque ogni discepolo missionario è chiamato a diventare, come Gesù e in Lui, grazie all’azione dello Spirito Santo, colui-che-spezza-il-pane e colui-che-è-pane-spezzato per il mondo.

A questo proposito, occorre ricordare che un semplice spezzare il pane materiale con gli affamati nel nome di Cristo è già un atto cristiano missionario. Tanto più lo spezzare il Pane eucaristico che è Cristo stesso è l’azione missionaria per eccellenza, perché l’Eucaristia è fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa.

Lo ha ricordato il Papa Benedetto XVI: «Non possiamo tenere per noi l’amore che celebriamo nel Sacramento [dell’Eucaristia]. Esso chiede per sua natura di essere comunicato a tutti. Ciò di cui il mondo ha bisogno è l’amore di Dio, è incontrare Cristo e credere in Lui. Per questo l’Eucaristia non è solo fonte e culmine della vita della Chiesa; lo è anche della sua missione: “Una Chiesa autenticamente eucaristica è una Chiesa missionaria”» (Esort. ap. Sacramentum caritatis, 84).

Per portare frutto dobbiamo restare uniti a Lui (cfr Gv 15,4-9). E questa unione si realizza attraverso la preghiera quotidiana, in particolare nell’adorazione, nel rimanere in silenzio alla presenza del Signore, che rimane con noi nell’Eucaristia. Coltivando con amore questa comunione con Cristo, il discepolo missionario può diventare un mistico in azione. Che il nostro cuore brami sempre la compagnia di Gesù, sospirando l’ardente richiesta dei due di Emmaus, soprattutto quando si fa sera: “Resta con noi, Signore!” (cfr Lc 24,29).

  1. Piedi in cammino, con la gioia di raccontare il Cristo Risorto. L’eterna giovinezza di una Chiesa sempre in uscita.

Dopo aver aperto gli occhi, riconoscendo Gesù nello «spezzare il pane», i discepoli «partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme» (cfr Lc 24,33). Questo andare in fretta, per condividere con gli altri la gioia dell’incontro con il Signore, manifesta che «la gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 1). Non si può incontrare davvero Gesù risorto senza essere infiammati dal desiderio di dirlo a tutti. Perciò, la prima e principale risorsa della missione sono coloro che hanno riconosciuto Cristo risorto, nelle Scritture e nell’Eucaristia, e che portano nel cuore il suo fuoco e nello sguardo la sua luce. Costoro possono testimoniare la vita che non muore mai, anche nelle situazioni più difficili e nei momenti più bui.

L’immagine dei “piedi in cammino” ci ricorda ancora una volta la perenne validità della missio ad gentes, la missione data alla Chiesa dal Signore risorto di evangelizzare ogni persona e ogni popolo sino ai confini della terra. Oggi più che mai l’umanità, ferita da tante ingiustizie, divisioni e guerre, ha bisogno della Buona Notizia della pace e della salvezza in Cristo. Colgo pertanto questa occasione per ribadire che «tutti hanno il diritto di ricevere il Vangelo. I cristiani hanno il dovere di annunciarlo senza escludere nessuno, non come chi impone un nuovo obbligo, bensì come chi condivide una gioia, segnala un orizzonte bello, offre un banchetto desiderabile» (ibid., 14). La conversione missionaria rimane l’obiettivo principale che dobbiamo proporci come singoli e come comunità, perché «l’azione missionaria è il paradigma di ogni opera della Chiesa» (ibid., 15).

Come afferma l’apostolo Paolo, l’amore di Cristo ci avvince e ci spinge (cfr 2 Cor 5,14). Si tratta qui del duplice amore: quello di Cristo per noi che richiama, ispira e suscita il nostro amore per Lui. Ed è questo amore che rende sempre giovane la Chiesa in uscita, con tutti i suoi membri in missione per annunciare il Vangelo di Cristo, convinti che «Egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per sé stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro» (v. 15). A questo movimento missionario tutti possono contribuire: con la preghiera e l’azione, con offerte di denaro e di sofferenze, con la propria testimonianza. Le Pontificie Opere Missionarie sono lo strumento privilegiato per favorire questa cooperazione missionaria a livello spirituale e materiale. Per questo la raccolta di offerte della Giornata Missionaria Mondiale è dedicata alla Pontificia Opera della Propagazione della Fede.

L’urgenza dell’azione missionaria della Chiesa comporta naturalmente una cooperazione missionaria sempre più stretta di tutti i suoi membri ad ogni livello. Questo è un obiettivo essenziale del percorso sinodale che la Chiesa sta compiendo con le parole-chiave comunione, partecipazione, missione. Tale percorso non è sicuramente un piegarsi della Chiesa su sé stessa; non è un processo di sondaggio popolare per decidere, come in un parlamento, che cosa bisogna credere e praticare o no secondo le preferenze umane. È piuttosto un mettersi in cammino come i discepoli di Emmaus, ascoltando il Signore Risorto che sempre viene in mezzo a noi per spiegarci il senso delle Scritture e spezzare il Pane per noi, affinché possiamo portare avanti con la forza dello Spirito Santo la sua missione nel mondo.Come quei due discepoli narrarono agli altri ciò che era accaduto lungo la via (cfr Lc 24,35), così anche il nostro annuncio sarà un raccontare gioioso il Cristo Signore, la sua vita, la sua passione, morte e risurrezione, le meraviglie che il suo amore ha compiuto nella nostra vita.

Ripartiamo dunque anche noi, illuminati dall’incontro con il Risorto e animati dal suo Spirito. Ripartiamo con cuori ardenti, occhi aperti, piedi in cammino, per far ardere altri cuori con la Parola di Dio, aprire altri occhi a Gesù Eucaristia, e invitare tutti a camminare insieme sulla via della pace e della salvezza che Dio in Cristo ha donato all’umanità.

Santa Maria del cammino, Madre dei discepoli missionari di Cristo e Regina delle missioni, prega per noi!

Roma, San Giovanni in Laterano,

 

6 gennaio 2023, Solennità dell’Epifania del Signore

 

FRANCESCO

Ottobre 2023 – n. 207

In copertina:
Composizione con le immagini delle due cattedrali di Velletri e di Frascati;
in basso, i confini della futura unione delle due diocesi

a cura della Redazione

Venerdì 20 e Sabato 21 ottobre 2023 – Assemblea Diocesana. Lettera del Vescovo

Carissimi,

siamo arrivati al terzo anno del cammino sinodale che rispetto al programma condiviso con le altre Chiese che sono in Italia corrisponde ad un passaggio particolarmente significativo. Il terzo anno ci fa entrare nella fase detta “sapienziale” che invita a mettere al centro l’atteggiamento del “discernimento”. I primi due anni sono stati fortemente caratterizzati dallo sforzo continuo di generare, a partire dalla parola di Dio (cfr. Lc 10,38-42), tante esperienze di ascolto che hanno contribuito in realtà a mettere in evidenza diverse peculiarità che rappresentano la nostra comunità e ad indirizzarci nell’operare già un primo discernimento. Fin dall’inizio del cammino è emersa la necessità di abbattere quei muri invisibili che a volte sorgono fra di noi e che ci impediscono di realizzare un’autentica esperienza di comunione facendoci correre il rischio di vivere da “separati in casa”.

L’ascolto generato dalla disponibilità a metterci in gioco nella carità reciproca ci sta permettendo di conoscerci un po’ di più e di scoprire i doni particolari che portano con se le tante realtà di cui si compone la nostra Chiesa diocesana. Ci ha aiutato a dare il primato alla carità lo stile a cui abbiamo improntato i rapporti fra di noi, soprattutto attraverso le “conversazioni nello Spirito” che hanno animato i diversi momenti di incontro e di confronto. Ci siamo detti più volte che quello delle “conversazioni nello Spirito” costituisce un tesoro su cui continuare ad investire. Abbiamo costatato che ci accomunano con le altre Chiese che sono in Italia tante “emergenze”, ne sottolineiamo alcune: la cura delle relazioni; la necessità di far crescere nella comunità la partecipazione di tutti nel segno della corresponsabilità; l’attenzione nei confronti delle diverse generazioni e in particolare dei giovani; lo sguardo aperto verso il mondo con l’atteggiamento di una Chiesa in uscita, protesa a dialogare con tutti e a farsi prossima alle situazioni di indigenza che contraddistinguono questo nostro tempo; la formazione umana ed ecclesiale dei diversi operatori pastorali, ecc.

In tutto questo, mentre ci domandavamo come attivare dei possibili percorsi di discernimento, è arrivata all’inizio del mese di settembre da parte di Papa Francesco la nomina al sottoscritto di vescovo di Frascati. È evidente che si tratta di un passaggio che coinvolge tutta la comunità diocesana in quanto, come recita la lettera di nomina si tratta di una “unione in persona episcopi” delle due sedi episcopali di Frascati e di Velletri-Segni.

Assume a questo punto ancora più significato l’Assemblea Diocesana di inizio anno pastorale a cui abbiamo dato il titolo di “Una comunità di comunità. Al cuore delle relazioni” che si terrà nei giorni di venerdì 20 e sabato 21 ottobre alla quale siamo tutti invitati.

Il 20 ottobre l’assemblea si svolgerà nel pomeriggio a Velletri in Cattedrale e sarà aperta a tutti. Ci aiuterà a riprendere il cammino e ad orientarlo il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Fin da adesso ringrazio il Cardinale per la grande disponibilità e attenzione dimostrata nei confronti della nostra Diocesi. Il 21 ottobre invece ci ritroveremo al mattino, con una significativa rappresentanza delle nostre comunità presso il Centro di Spiritualità “S. Maria dell’Acero”.

La speranza è che, come già lo scorso anno, l’Assemblea Diocesana possa costituire soprattutto un tempo di comunione da cui ripartire insieme con lo sguardo proteso in avanti nella capacità rinnovata di lasciare spazio alla voce dello Spirito Santo perché sia Lui solo ad indicarci la strada.

Saremo confortati e accompagnati anche quest’anno da un’icona biblica, quella dei discepoli di Emmaus (Lc 24,13-53). Guardando a quei discepoli chiediamo al Signore che anche il nostro possa essere un tempo di gioia conseguenza del fatto che stiamo imparando sempre più a riconoscerLo lungo un cammino che ci vede “andare verso casa”, al cuore della nostra esperienza di fede, dove è possibile ritrovarsi fratelli e sorelle in Cristo e portare questo annuncio straordinario a tutti.

Buon cammino!

Ecclesia in Cammino