Nel 50º anno di attività del CORO GIOVANILE DI SEGNI 1976 – 2026

Le chiese che abbiamo ereditato dalle comunità che ci hanno preceduto spesso contengono dei veri e propri tesori di arte, fede e cultura di cui non finiremo mai di stupirci. Non è raro che in luoghi di culto anche molto frequentati e a cui ci sentiamo legati, ogni tanto vengano fatte nuove scoperte provenienti dal passato ma che continuano a interrogarci e a stimolare il nostro attuale cammino di fede. Traggo spunto per questa mia riflessione dal restauro recentemente completato della parete affrescata situata nella cappella dedicata all’Immacolata all’interno della Cattedrale di San Clemente a Velletri.

Il restauro, durato mesi, ha restituito, seppur in modo parziale a causa delle lacune determinate dagli interventi architettonici che nei secoli si sono succeduti, un ciclo di affreschi dedicato al percorso di Maria di Nazareth. Si tratta di affreschi realizzati all’inizio del Seicento, risalenti precisamente all’anno 1616. Dalle esperte restauratrici inviate dalla Soprintendenza, durante i lavori di restauro pittorico è emersa sempre più una domanda: che significato ha l’inserimento della scena della lavanda dei piedi in un ciclo di affreschi dedicato a Maria? Naturalmente è difficile dare una risposta certa ma possiamo dare una interpretazione alla luce di alcune scelte fatte dall’artista e con tutta probabilità suggeritegli dalla committenza ecclesiale. Nella scena dell’adorazione dei magi collocata sopra quella della lavanda dei piedi si vede Maria che porge il Bambino per l’adorazione dei magi, il Bambino ha una particolare posa delle gambe e l’abbinamento dei colori della veste della Madonna è abbastanza inconsueto e precisamente il bianco e il rosso. Nella lavanda dei piedi, Pietro che si lascia lavare i piedi da Gesù ha una posa delle gambe simile a quella del Bambino nella scena superiore, e Gesù che sta lavando i piedi a Pietro indossa delle vesti che hanno lo stesso colore delle vesti della Madonna nell’adorazione dei magi.
Mettendo insieme le due immagini sembra quasi che ci venga suggerito che Gesù ha imparato l’essere al servizio dalla Mamma perché Lei per prima ha lavato i piedi al Figlio dedicando la sua vita tutta al Suo servizio, e il colore rosso che è quello del martirio, della passione di Cristo possiamo intenderlo come un’attribuzione a Maria della sua partecipazione alla passione e di una vita vissuta in totale donazione. Il colore bianco poi sottolinea che in Maria risplende in pienezza la luce del Risorto non solo perché ha partecipato a quell’evento ma per il fatto che la sua è una testimonianza in cui traspaiono con evidenza i frutti della Risurrezione di Cristo.
È come avviene nelle nostre famiglie di origine, dove i figli riprendono in gran parte nel proprio vissuto le caratteristiche dei propri genitori.
Prendendo ispirazione da questa riscoperta mi sembra che la Pasqua possa diventare per ognuno di noi l’occasione per “uscire allo scoperto” vincendo quanto spesso copre come un velo la nostra esistenza impedendogli di far risaltare quello che di più prezioso portiamo con noi. È il richiamo forte che viene dalla Parola incontrata durante la Quaresima: sul monte della Trasfigurazione a Pietro, Giacomo e Giovanni, impressionati dall’esperienza che stanno facendo, Gesù, dopo averli toccati dice: Alzatevi e non temete (Mt 17,7); il grido che Gesù rivolge all’amico Lazzaro, morto da quattro giorni: Lazzaro vieni fuori (Gv 11,43) possiamo tradurlo nel grido che il Risorto rivolge nel più profondo ad ognuno di noi.
Venire allo scoperto, non fermarsi alle proprie miserie, alle proprie paure, avendo il coraggio di fare una scelta di campo e di rispondere alla chiamata che il Signore ci sta facendo attraverso la Pasqua.
Tante volte siamo alla ricerca del Signore non riuscendo a trovarlo, senza accorgersi che Lui è già con noi, si tratta di farlo uscire allo scoperto avendo il coraggio di far emergere nel concreto l’immagine di una Chiesa che è capace di farsi riconoscere perché è generata da coloro che hanno compreso che solo lavando i piedi gli uni degli altri il Risorto può rendersi presente alla storia e all’umanità (cfr. Gv 13,14-15).
È guardando poi alla mamma celeste che possiamo imparare uno stile di servizio credibile ed efficace.
In un tempo segnato da guerre, divisioni, paure in cui a diversi livelli sembra prevalere la logica dello scarto, la Pasqua ci ricorda che ogni piccolo gesto di bene può generare cambiamenti più grandi di quanto immaginiamo. Ecco che la fede autentica non resta astratta, ma si traduce in responsabilità concreta verso gli altri: diventa carità, attenzione, cura.
Diventiamo testimoni di una Speranza che non delude. La Pasqua è una vita nuova da accogliere e donare. Cristo risorto doni la sua pace e renda ciascuno di noi segno vivo del suo amore.
Stefano Russo, vescovo di Velletri-Segni e Frascati
La pubblicazione del numero di Febbraio 2026 di Ecclesia in cammino è disponibile a questo link.
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21 MARZO ORE 15:30 | SOLO UNA: nuovo appuntamento con IL MUSEO CHE PENSA-PENSARE AL MUSEO, a cura della dott.ssa Silvia Sfrecola Romani, storica dell’arte
Quale mistero avvolge la meravigliosa Croce Veliterna? E soprattutto come e quando arriva a Velletri?
Con un approccio curatoriale fondato sul pensiero critico, ci porremo le “solite domande” per leggere la croce come dispositivo simbolico complesso, segno religioso centrale per il cristianesimo, potente fatto antropologico interculturale ed oggetto d’arte straordinario, proveniente da un altrove spazio-temporale che non ha mai smesso di dialogare con il presente, attivando riflessioni, personali e collettive, profonde.
Prenotazione obbligatoria – MAX 25 PERSONE
INFO 338 700 8304 | silviasfrecola@gmail.com
PRENOTAZIONI CHIUSE – posti esauriti
Michelangelo di lui diceva che “nel dipingere aveva avuto la mano simile al nome”.
Di Gentile da Fabriano sappiamo anche che amava vestire bene, viaggiava con un seguito di otto cavalli ed otto servitori e collaboratori, raggiungendo palazzi signorili e giardini cortesi dove formò e portò quel gusto elegante e raffinatissimo in cui l’oro si faceva poesia.
Nuovo appuntamento con IL MUSEO CHE PENSA-PENSARE AL MUSEO in cui partiremo dalla “solita” domanda: come arriva a Velletri una Madonna con Bambino di uno degli artisti più importanti del Gotico Internazionale?
VELLETRI | 21 FEBBRAIO ORE 15:30 | SOLO UNA
Con prenotazione – POSTI LIMITATI MAX. 20 PERS.
INFO 338 700 8304 | silviasfrecola@gmail.com

SANT’AGATA
Protettrice delle donne
Invocata contro i mali al seno e le violenze
La Venerabile Arciconfraternità del Gonfalone vi invita a partecipare alla Santa Messa in onore di Sant’Agata l’8 Febbraio alle ore 10.30 presso la chiesa dei Santi Pietro e Bartolomeo ap., per invocare insieme la sua protezione, dinanzi la stupenda immagine qui custodita.

La tela, proveniente dall’ormai distrutta chiesa di San Giovanni in Plagis appartenente all’ordine dei Fatebefratelli, venne commissionata dal canonico Paolo Ulisse nell’anno 1697 e fu, come documentato da fonti archivistiche, realizzata a Roma.
Fino ad oggi non si era riusciti ad attribuire l’opera in maniera certa ma il rinvenimento di un disegno venduto all’asta nel 2014 ha permesso di assegnare la tela a Giovanni Battista Lenardi, pittore romano allievo di Lazzaro Baldi.

Attraverso un percorso volto a dimostrare come le opere d’arte possano essere veramente comprese attraverso la conoscenza del periodo storico in cui sono state prodotte si sono analizzati i testi letterari che ispirarono gli artisti durante la realizzazione delle opere prese in considerazione. Durante la presentazione sono state affrontate le tematiche della caduta, della riacquisizione della vista e della superbia riconducibili alla Conversione di San Paolo ma presenti in opere di soggetto diverso.
Infine, si è arrivati all’analisi del dipinto La conversione di San Paolo dimostrando come nei secoli la sua iconografia si sia trasformata da un uomo in cammino verso la città di Damasco accecato e quindi atterrato dalle parole di Dio, ad un uomo disarcionato da cavallo e di come la sua figura si sia diffusa soprattutto negli ambienti controriformati.
Un viaggio attraverso l’arte, la storia e la letteratura in cui tutte queste componenti s’intrecciano creando un prodotto artistico di elevato livello.





La pubblicazione del numero di Gennaio 2026 di Ecclesia in cammino è disponibile a questo link.
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